ROMA – Notte di paura al Quarticciolo, dove un incendio divampato l’altro ieri notte nelle palazzine di via Ugento ha rischiato di trasformarsi in una tragedia annunciata. Solo il tempestivo intervento dei vigili del fuoco ha evitato il peggio: tre bombole del gas sono state portate fuori dall’edificio pochi istanti prima che potessero esplodere.
Tra i residenti monta la rabbia. “Cosa altro deve succedere?”, gridano dal quartiere, esasperati da anni di promesse, lavori mai conclusi e fondi annunciati ma mai realmente tradotti in sicurezza e riqualificazione.
Le palazzine di via Ugento sono ormai diventate il simbolo del degrado e dell’abbandono. Un progetto partito nel 2012, accompagnato da annunci milionari, decreti speciali e promesse istituzionali, sarebbe ancora oggi incompleto. Nel mirino finiscono il Decreto Caivano, gli stanziamenti regionali e soprattutto ATER, accusata dai residenti di aver lasciato il quartiere in condizioni drammatiche.
“Cantieri abbandonati, famiglie sfrattate. Ma i lavori non finiscono mai”, denunciano gli abitanti della zona, convinti che l’incendio della scorsa notte sia solo l’ennesimo segnale di una situazione fuori controllo.
La tensione cresce ora dopo ora. I cittadini chiedono spiegazioni immediate e pretendono che i vertici di ATER si presentino nel quartiere “prima che scappi il morto”. Perché, sostengono i residenti, la tragedia questa volta è stata evitata per miracolo. Ma il prossimo incendio potrebbe non lasciare scampo.