Gioia dei Marsi, benedetta la Cripta votiva “San Maurizio” in memoria dei caduti della campagna di Russia
GIOIA DEI MARSI – Una giornata all’insegna della fede, della memoria e dell’impegno per la pace si è svolta ieri a Gioia dei Marsi, dove il vescovo dei Marsi, monsignor Giovanni Massaro, ha presieduto la benedizione della Cripta votiva “San Maurizio”, dedicata ai caduti, ai dispersi e ai reduci della campagna di Russia (1941-1943) originari di Gioia dei Marsi, Sperone e Casali d’Aschi.
La cerimonia si è aperta con il rito di benedizione della Cripta, durante il quale il presule ha affidato alla misericordia di Dio quanti hanno vissuto il dramma della guerra, invocando il dono della pace e auspicando che il luogo sacro possa diventare un punto di riferimento per la memoria, la preghiera e la speranza, soprattutto per le nuove generazioni, chiamate a rifiutare ogni forma di violenza e a costruire un futuro fondato sulla fraternità.
Successivamente monsignor Massaro ha presieduto la celebrazione eucaristica, nel corso della quale ha invitato i fedeli a vivere una memoria autenticamente cristiana, capace di custodire il ricordo delle persone e delle loro vicende senza alimentare la cultura della guerra, ma orientandolo alla speranza e alla riconciliazione.
Commentando le letture liturgiche della giornata, il vescovo ha sottolineato come ogni conflitto nasca dall’incapacità di riconoscere nell’altro un fratello, indicando in Cristo il modello della mitezza, del perdono e della pace. Rivolgendosi agli Alpini e alle autorità civili e militari presenti, ha inoltre evidenziato come il servizio alla Patria trovi la sua espressione più alta nella difesa della vita, della giustizia e del bene comune, indicando San Maurizio come esempio di fedeltà alla coscienza e ai valori del Vangelo.
Alla cerimonia hanno preso parte una delegazione dell’Associazione Nazionale Alpini, il sindaco di Gioia dei Marsi e numerose autorità civili e militari, che hanno condiviso insieme al vescovo un momento di raccoglimento e riflessione nel ricordo di quanti hanno sacrificato la propria vita durante uno dei capitoli più dolorosi della storia del Novecento.
La giornata si è conclusa con un momento conviviale, occasione di incontro e dialogo tra i partecipanti, nel segno della memoria, della gratitudine e del comune impegno a promuovere i valori della pace, della solidarietà e della fraternità tra i popoli.