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Gioco d’azzardo nel Lazio, Mattia (Pd): “Livelli che non possono più essere ignorati”

Lazio. Il gioco d’azzardo nella Regione ha raggiunto livelli che non possono più essere ignorati. È il messaggio che la consigliera regionale del Partito Democratico, Eleonora Mattia, ha affidato a un’interrogazione a risposta immediata rivolta al Presidente della Regione e all’Assessore competente, chiedendo chiarimenti sul fenomeno e sugli strumenti di contrasto. “Il flusso di denaro legato al gioco d’azzardo è distribuito in modo capillare su tutto il territorio regionale”, ha spiegato Mattia in una nota diffusa nei giorni scorsi.

A preoccupare è soprattutto l’impatto sulla salute pubblica. I servizi per le dipendenze hanno registrato nel 2025 un aumento del 10% degli utenti in trattamento per Disturbo da Gioco d’Azzardo. Nel 2021 le persone in carico erano 610, nel 2024 si è superata quota 900. La consigliera sottolinea come si tratti solo di una parte del fenomeno reale: la carenza di strutture dedicate non consente di intercettare tutte le situazioni di disagio e dipendenza che si manifestano sul territorio.

Sotto la lente anche le scelte amministrative degli ultimi anni. L’Osservatorio regionale sul gioco d’azzardo, dopo la scadenza del mandato nel 2021, non è stato ricostituito nella sua forma originaria ed è stato sostituito da un unico referente scientifico, mentre una recente proposta normativa ne prevede l’abolizione definitiva. A partire dal 2024 non sono più stati rifinanziati gli incentivi per la disinstallazione delle slot machine previsti dalla normativa regionale e l’ultimo Piano sul Gioco d’Azzardo Patologico risale al 2022.

Per inquadrare la portata del problema occorre ricordare che la ludopatia rientra fra le dipendenze comportamentali ed è caratterizzata da bramosia, incapacità di considerare le conseguenze, difficoltà di inibizione e instabilità emozionale. Tra i fattori di rischio individuati dai clinici figurano lo stile di vita, la condizione di disoccupato, l’aver vissuto eventi traumatici e perfino la vicinanza residenziale alle sale da gioco, come ricordano gli specialisti del Gruppo San Donato. Frequenti anche disturbi del sonno, ansia e depressione, con un impatto profondo sulla rete familiare e sociale del giocatore.

Il quadro si è ulteriormente complicato con la diffusione del gioco online, che ha ridotto barriere di tempo e di spesa. Diverse piattaforme propongono oggi formule che consentono di iniziare anche con cifre molto basse, talvolta pochi euro, con l’effetto di abbassare la soglia psicologica all’ingresso. Una modalità che alimenta il dibattito: una soglia di spesa così contenuta favorisce davvero un approccio occasionale oppure rende più probabile lo sviluppo di comportamenti a rischio nelle fasce più fragili della popolazione?

Sono interrogativi che, secondo Mattia, richiedono un cambio di passo nella programmazione regionale, capace di mettere al centro la tutela della salute e la protezione delle persone più fragili. Una direzione coerente con il potenziamento dei servizi territoriali nel Lazio, dopo l’inaugurazione a Vicovaro del nuovo centro regionale specialistico “Le Pleiadi”. Una nuova struttura a tutela dei minori e a supporto delle famiglie.