PESCINA – Il confronto sulla tutela del fiume Giovenco prosegue dopo il Consiglio comunale di Pescina del 28 settembre. Alfonsino Scamolla, consigliere di minoranza del gruppo “Radici e Futuro”, rivendica il lavoro svolto insieme al collega Vernarelli per portare la questione in aula e contesta i comunicati di chi, a suo giudizio, si attribuisce i risultati raggiunti.
In un post, Scamolla ricostruisce le tappe dell’iniziativa. L’11 settembre, afferma, i due consiglieri hanno chiesto la convocazione del Consiglio per discutere le criticità rilevate sul Giovenco. Una seconda richiesta, presentata il 15 settembre, sollecitava una riunione immediata e richiamava anche il progetto ERSI dell’acquedotto Ferriera–Gran Sasso–Pozzi di Trasacco.
Il consigliere riferisce di aver partecipato il 25 settembre alla riunione dei capigruppo del Comune di Pescina, alla presenza dei sindaci della Valle del Giovenco, dalla quale è scaturito un documento da portare in Consiglio. Nella seduta del 28 settembre, aggiunge, ha espresso le proprie obiezioni al progetto di fattibilità tecnico-economica approvato dall’ERSI. Secondo Scamolla, una sua eventuale realizzazione rischierebbe di arrecare gravi danni all’ecosistema del fiume: una valutazione che il consigliere chiede di approfondire e che, nel post, non è accompagnata da una verifica tecnica indipendente.
Scamolla definisce quanto emerso dal Consiglio «un primo importante risultato» per la tutela del Giovenco, ma non specifica nel messaggio quale atto sia stato approvato o quali decisioni operative siano state assunte. Da qui il suo richiamo alla ricostruzione delle iniziative precedenti e la richiesta di «onestà intellettuale e correttezza istituzionale» a chi è intervenuto pubblicamente sulla vicenda.
Al di là della polemica sui meriti, resta aperto il tema posto al centro del confronto: valutare gli effetti del progetto sulle acque e sull’ambiente della Valle del Giovenco prima di assumere decisioni sul futuro dell’intervento.