Dal 3 agosto scatta il blocco della rete su rotaia. L’intervento si è reso indispensabile per potenziare gli impianti elettrici in vista dei convogli di nuova generazione.
Un’estate rovente non soltanto sotto il profilo meteo, ma anche per il sistema di trasporto pubblico capitolino. A partire da lunedì 3 agosto, i binari della città si preparano ad andare completamente in pensione per tre mesi consecutivi. L’intera rete tramviaria romana rimarrà infatti paralizzata fino all’autunno inoltrato, cedendo il passo a un imponente piano di autobus sostitutivi.
Per la cittadinanza non si tratta di un fulmine a ciel sereno. Le avvisaglie di questa serrata si accumulavano ormai da mesi, tra disservizi a macchia di leopardo e corse a singhiozzo. Già sul finire dello scorso anno, le autorità cittadine avevano predisposto il terreno affidando a vettori privati il potenziamento dei collegamenti su gomma, proprio nel tentativo di attutire l’impatto dei cantieri programmati per la stagione estiva.
Alla base della sospensione del servizio non vi è un semplice maquillage manutentivo, bensì un passaggio obbligato verso il futuro della mobilità cittadina. Il nodo centrale risiede nell’inadeguatezza delle vecchie infrastrutture energetiche: le cabine elettriche di trasformazione attualmente operative sul territorio non possiedono la capacità sufficiente per alimentare la nuova flotta di veicoli Urbos.
I moderni vettori, progettati per garantire standard qualitativi superiori, richiedono un assorbimento di energia notevolmente più elevato rispetto ai modelli tradizionali. Da qui la necessità di rinnovare radicalmente gli impianti di distribuzione situati in punti nevralgici della città, tra cui Trastevere, la zona Nomentana e piazza D’Armi.
L’ennesima prova di resistenza per i pendolari romani si inserisce in un quadro di interventi infrastrutturali che negli ultimi anni ha visto frequentemente la rete tramviaria soggetta a stop prolungati. Con le comunicazioni ufficiali alle porte, la capitale si appresta dunque a vivere novanta giorni all’insegna delle navette sostitutive.