VALLEPIETRA – Dopo una giornata di cammino affrontata con sacrificio e determinazione sotto una pioggia battente, questa mattina i pellegrini della compagnia di Carsoli si sono risvegliati sotto un cielo terso e un sole splendente, quasi a voler premiare la loro fedeltà ad una tradizione che da secoli continua a rinnovarsi nel segno della devozione alla Triade.
Presso il Santuario della Santissima Trinità di Vallepietra, luogo sacro incastonato tra le rocce della montagna e meta di innumerevoli pellegrini provenienti da tutto il Centro Italia, il parroco di Carsoli, don Umberto Di Pasquale, ha celebrato questa mattina la Santa Messa davanti ai fedeli giunti a piedi nella giornata di ieri e a quanti hanno raggiunto il santuario nelle prime ore del mattino con mezzi propri per condividere questo importante momento di fede e di comunità.
La celebrazione si è svolta in un clima di intensa partecipazione spirituale. Volti segnati dalla fatica del cammino, ma illuminati dalla gioia dell’arrivo, si sono raccolti in preghiera ai piedi della montagna sacra, dove da secoli generazioni di fedeli continuano a salire per affidare alla Santissima Trinità le proprie speranze, le preoccupazioni delle famiglie, le necessità delle comunità e il desiderio di pace che abita il cuore di ogni uomo.
Nel corso della sua breve ma intensa omelia, don Umberto Di Pasquale ha invitato i presenti a riflettere sul grande mistero della Santissima Trinità, cuore della fede cristiana e segno supremo dell’amore di Dio. Un mistero che la Chiesa custodisce da sempre e che continua a parlare alla vita dei credenti attraverso i valori della comunione, della fraternità e della condivisione.
Il sacerdote ha sottolineato come la Santissima Trinità rappresenti il modello perfetto dell’unità nella diversità, una realtà che interpella ogni comunità cristiana a vivere relazioni autentiche fondate sull’amore reciproco e sul servizio. Un messaggio particolarmente significativo per una comunità come quella di Carsoli, profondamente legata a questa antica tradizione di fede che continua a coinvolgere persone di ogni età.
Don Umberto ha inoltre ricordato come il pellegrinaggio non sia soltanto un percorso fisico, ma soprattutto un cammino interiore che aiuta a riscoprire il senso della propria fede e il valore dell’appartenenza alla comunità ecclesiale. Una testimonianza che lui stesso ha voluto vivere in prima persona, partecipando al pellegrinaggio insieme ai fedeli.
Anche quest’anno, infatti, il parroco è partito a piedi con la compagnia di Carsoli, condividendo ogni momento del percorso. Ha camminato accanto ai pellegrini, ha preso parte ai tradizionali momenti di incontro vissuti attorno ai fuochi nella serata di ieri e ha saputo essere vicino a tutti con quella semplicità, quella disponibilità e quel tratto di genuina allegria che lo contraddistinguono.
Una presenza discreta ma significativa, capace di rafforzare quel senso di comunione che rappresenta uno degli aspetti più belli e autentici del pellegrinaggio. Perché lungo il cammino non si condividono soltanto chilometri e fatica, ma anche storie, emozioni, preghiere e legami che rendono ancora più forte il tessuto umano e spirituale della comunità.
Mentre il sole illuminava la grande parete rocciosa che custodisce il santuario e i pellegrini si preparavano a proseguire la giornata tra preghiera, incontri e momenti di fraternità, era evidente negli sguardi di tutti la gratitudine per un’esperienza che continua a rinnovarsi anno dopo anno.
Una tradizione antica, profondamente radicata nel cuore della comunità di Carsoli, che continua a trasmettere alle nuove generazioni il valore della fede vissuta insieme, della devozione sincera e di quel cammino condiviso che, attraverso la storia e il tempo, conduce sempre verso l’incontro con Dio.
Domani mattina è atteso l’arrivo dei pellegrini.

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