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Docente aggredita a scuola, la Cgil: «Servono investimenti e una rete sociale, non repressione e tagli»

Roma – L’aggressione subita da una docente dell’istituto “Giovanni Verga”, ferita da uno studente di tredici anni dopo che il ragazzo avrebbe spruzzato dello spray urticante e ripreso la scena con il telefono, riaccende il dibattito sulla sicurezza nelle scuole e sul disagio vissuto dalle giovani generazioni.

A intervenire è la Cgil Rieti Roma Est Valle Aniene, che definisce l’accaduto «un campanello d’allarme drammatico» e invita a non considerarlo un episodio isolato. Secondo il sindacato, la scuola deve essere sostenuta attraverso risorse adeguate e il rafforzamento della comunità educante, anziché mediante interventi repressivi, tagli, accorpamenti e misure che finiscono per mortificare il personale docente.

«Viene da chiedersi cos’altro debba ancora accadere per convincere il Ministero dell’Istruzione e del Merito che la scuola si difende e si sostiene con risorse vere, con il rafforzamento della comunità educante e non con azioni puramente intimidatorie nei confronti degli studenti», afferma la Cgil.

Il sindacato esprime una netta critica nei confronti delle politiche securitarie adottate negli ultimi anni, citando i pacchetti sicurezza, il cosiddetto “modello Caivano” e l’ipotesi di introdurre metal detector negli istituti. Misure giudicate inefficaci rispetto alla necessità di contrastare la dispersione scolastica, il bullismo, le aggressioni ai docenti e le violenze tra adolescenti.

La Cgil richiama inoltre l’attenzione sull’aumento delle richieste di sostegno psicologico e pedagogico avanzate dalle famiglie, che dalla pandemia sarebbero raddoppiate. Un dato che, secondo l’organizzazione sindacale, testimonia una condizione di crescente fragilità alla quale Comuni e Municipi faticano a rispondere anche a causa della riduzione delle risorse destinate ai servizi sociali.

Una riflessione più approfondita viene richiesta anche sul dibattito europeo relativo alla possibile interdizione dei giovanissimi dai social network. «Vietare, escludere e punire non è la strada corretta – prosegue la nota –. La priorità deve essere investire nella costruzione di un’infrastruttura sociale e pubblica solida, capace di offrire servizi, ascolto e aiuti concreti sul territorio».

La Cgil Rieti Roma Est Valle Aniene chiede quindi un immediato cambio di rotta che metta al centro la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola, insieme al benessere e al futuro degli studenti.