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Dalle aule alle grotte di Pietrasecca: gli studenti dell’Ovidio di Roma alla scoperta del mondo invisibile

PIETRASECCA – Una giornata interamente dedicata all’esplorazione del mondo sotterraneo e alla conoscenza della natura nascosta ha coinvolto oggi gli alunni delle classi quarte e quinte della scuola primaria “Ovidio” di Roma. I ragazzi hanno partecipato a un percorso didattico strutturato tra l’ingresso nelle grotte di Pietrasecca, attività formative nella sede dell’associazione Pietralunare a San Rocco e un laboratorio scientifico dedicato all’osservazione e al disegno dei microorganismi presenti negli ambienti cavernicoli.

L’esperienza, organizzata dall’associazione Pietralunare, ha avuto come obiettivo quello di trasformare la visita speleologica in un’occasione educativa completa, capace di unire scoperta diretta, conoscenza scientifica e creatività. Gli studenti hanno potuto entrare fisicamente nelle cavità naturali accompagnati dalle guide speleologiche di Pietrasecca, vivendo in prima persona un ambiente spesso invisibile e poco conosciuto.

Il percorso è proseguito poi nella sede dell’associazione a San Rocco, dove sono state proposte lezioni di educazione ambientale finalizzate a contestualizzare l’esperienza sotterranea, approfondendo temi legati agli ecosistemi ipogei e alla loro fragilità. Particolarmente apprezzata la parte laboratoriale, in cui i ragazzi hanno osservato e riprodotto attraverso il disegno i microorganismi presenti nelle grotte, trasformando la microscopia naturale in un esercizio di osservazione attenta e interpretazione scientifica.

A rendere ancora più ricca la giornata è stata la collaborazione con i fotospeleologi di Upix, Alberto Di Fabio, Ilaria Vaccarelli e Sara Chiaranzelli, che hanno guidato gli studenti in un percorso visivo e narrativo dentro il mondo sotterraneo, mostrando come luce, dettaglio e immagine possano diventare strumenti di conoscenza e divulgazione.

Secondo gli organizzatori, questa iniziativa rappresenta solo il primo passo di un progetto più ampio: quello di proporre le grotte non soltanto come luoghi da visitare, ma come spazi di esperienza condivisa, capaci di unire educazione, esplorazione e sensibilità ambientale. Un approccio che punta a trasformare la speleologia in un ponte tra scienza e formazione, soprattutto per le nuove generazioni.

L’iniziativa si inserisce così in un percorso didattico più ampio che mira a far dialogare scuola, territorio e ambiente naturale, offrendo agli studenti strumenti concreti per comprendere la complessità e la bellezza degli ecosistemi nascosti sotto la superficie della terra.