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Da “Lo chiamavano Trinità” ai Trinità Days: Camerata Nuova riscopre il suo grande passato nel cinema western

CAMERATA NUOVA – Ci sono film che attraversano le generazioni e luoghi che, quasi inconsapevolmente, entrano nella storia del cinema. È quello che è accaduto a Camerata Nuova e al suo straordinario altopiano di Camposecco, scenario naturale di alcune delle sequenze più celebri di Lo chiamavano Trinità, il film del 1970 diretto da Enzo Barboni, con lo pseudonimo di E.B. Clucher, e interpretato dall’indimenticabile coppia formata da Terence Hill e Bud Spencer.

Un legame, quello tra Camerata Nuova e il grande schermo, che a distanza di oltre mezzo secolo è ancora vivo e che negli ultimi anni è diventato anche un’importante occasione di promozione culturale e turistica grazie ai Trinità Days, il festival dedicato allo spaghetti western che ogni estate riporta nel piccolo borgo al confine tra Lazio e Abruzzo le atmosfere del Far West cinematografico.

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Camposecco, il Far West alle porte di Roma

Con i suoi grandi spazi aperti e il paesaggio incontaminato dei Monti Simbruini, Camposecco si rivelò una location ideale per il cinema western italiano. Proprio qui venne ambientato nel film l’accampamento dei mormoni attorno al quale si sviluppa una parte importante della storia di Trinità e Bambino. Le fonti dedicate alle location cinematografiche confermano che il pianoro di Camposecco, a circa 1.320 metri di quota nel territorio di Camerata Nuova, fu uno degli scenari della pellicola; altri esterni furono realizzati tra Campo della Pietra, Campo Imperatore e le cascate di Monte Gelato.

Lo chiamavano Trinità rappresentò una svolta nel western all’italiana. Al posto delle atmosfere cupe e violente che avevano caratterizzato molti spaghetti western arrivarono l’ironia, le scazzottate e la straordinaria alchimia tra Terence Hill e Bud Spencer. Il risultato fu un successo destinato a entrare nell’immaginario collettivo e a consacrare definitivamente la coppia.

E ancora oggi, guardando quelle immagini, gli abitanti del territorio possono riconoscere il profilo delle montagne e gli spazi sconfinati di Camposecco.

Camerata Nuova ha avuto il merito di non lasciare che questa pagina della propria storia finisse semplicemente nei titoli di coda. Da questo patrimonio cinematografico sono nati i Trinità Days, una manifestazione che trasforma per tre giorni il paese in un vero e proprio villaggio del West.

Scenografie, rievocazioni, spettacoli, incontri con protagonisti del cinema, musica e iniziative a tema fanno rivivere l’epoca d’oro dello spaghetti western, coinvolgendo appassionati e curiosi e richiamando visitatori anche da fuori regione. Le precedenti edizioni hanno ospitato personalità legate alla storia del cinema di genere, tra cui Franco Nero, Enzo G. Castellari, Manuel de Blas e altri protagonisti e testimoni di quella stagione cinematografica.

Proprio la presenza di Franco Nero ha rappresentato uno dei momenti più significativi nel percorso di riscoperta della vocazione cinematografica di Camerata Nuova. Un rapporto speciale con il territorio, suggellato anche dal conferimento della cittadinanza onoraria all’attore, diventato così simbolicamente parte di una comunità che ha fatto del proprio passato cinematografico un elemento di identità.

Oggi il nome di Camposecco resta indissolubilmente legato a Lo chiamavano Trinità. Il successo dei Trinità Days dimostra come la memoria del cinema possa trasformarsi in uno strumento concreto di valorizzazione di un territorio.

Il festival ha saputo costruire un ponte tra passato e presente: da una parte il ricordo delle troupe e degli attori che oltre mezzo secolo fa arrivarono sui Monti Simbruini per trasformarli nel selvaggio West; dall’altra una comunità che oggi riaccende quelle atmosfere per raccontare la propria storia alle nuove generazioni.

E così, ogni estate, Camerata Nuova torna per qualche giorno ad essere una piccola capitale dello spaghetti western. Tra cappelli da cowboy, cavalli, scenografie e rievocazioni, sembra quasi di poter vedere nuovamente Trinità attraversare Camposecco sulla sua celebre treggia.

Un film del 1970 è diventato, più di cinquant’anni dopo, parte dell’identità di un intero paese. E forse è proprio questo il segreto dei Trinità Days: non una semplice rievocazione nostalgica, ma la capacità di trasformare un pezzo della grande storia del cinema italiano in una risorsa culturale, turistica e identitaria per Camerata Nuova e per tutto il territorio dei Monti Simbruini.