In un panorama globale in costante fermento, la certezza del benessere si tinge nuovamente dei colori della Danimarca. Per il secondo anno consecutivo, Copenaghen si laurea città ideale in cui risiedere, svettando in cima al Global Liveability Index 2026 curato dall’Economist Intelligence Unit. La perla scandinava è riuscita a tenere ancora una volta a distanza Vienna, storica dominatrice della classifica, seguita nell’ordine da Melbourne, Sydney, Zurigo, Ginevra, Osaka, Adelaide, Vancouver e Tokyo, che completano l’Olimpo delle prime dieci posizioni mondiali, lasciando invece a debita distanza le principali città italiane, come Milano o Roma, che faticano a risalire la china e rimangono fuori dalle posizioni di vertice. A decretare il successo danese sono stati i voti a pieni voti ottenuti su stabilità, istruzione e infrastrutture: un mix perfetto di sicurezza, welfare d’eccellenza, mobilità verde e spazi urbani a misura d’uomo che rende la capitale un laboratorio insuperabile di efficienza pubblica.
Se l’Europa occidentale mantiene salda la media più alta, il resto della graduatoria risente pesantemente dei venti di crisi geopolitica. Le forti tensioni nell’area del Golfo hanno infatti provocato il crollo verticale di mete come Muscat e Kuwait City. Scenario opposto invece in Asia, che guadagna terreno spinta dagli enormi progressi nell’assistenza sanitaria, ben rappresentati dal balzo in avanti della cinese Fuzhou. Si registrano segnali di ripresa anche per il Regno Unito, che recupera posizioni dopo i disordini degli scorsi mesi, mentre sul fondo della lista restano purtroppo i drammi dei teatri di guerra con Damasco, Teheran e Kiev, dove i conflitti continuano a erodere ogni barlume di normalità quotidiana.