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Condividevano la stanza in oncologia, scopre dai media che è volata in cielo

Trasferita in un altro ospedale per continuare le cure scopre la morte di Alessia La Rosa leggendo i giornali online

<< Mamma guarda, non ci credo , ma è ….. … .. !>>.

Con queste precise parole mescolate ad incredulità,sgomento, paura e dolore, una bambina di soli 11 anni ha comunicato a sua madre che la sua compagna di stanza, di un reparto oncologico, non era più in questo mondo. M. Con il suo iPhone 13 in mano volge lo sguardo verso la  madre che a stento riesce a trattenere lacrime che ormai le hanno già inondato gli occhi.

La storia è tragica, ed è quella di una  bambina di 8 anni  della quale hanno parlato tutte le più grandi testate giornalistiche italiane,  è deceduta il 12 maggio 2026. La notizia si è diffusa il giorno successivo. La piccola era diventata la Mascotte del Palermo calcio, famosa per il suo grande amore per i rosanero, aveva l’abbonamento in curva nord e tutta la squadra spesso la portava anche in campo. Era affetta da un Rabdomiosarcoma nella sua forma più aggressiva. Sette anni di vita a combattere contro questo mostro.

Forse però sono in pochi a sapere quanto la piccola fosse già grande. Quando a novembre 2025 M. scoprì il suo male, ovvero un linfoma di Hodgkin in un ospedale a Palermo, fu accolta proprio dalla bimba, ormai e purtroppo veterana del posto. Fu l’unica bambina ad avvicinarsi per donare conforto sia a sua madre, disperata, sia ad M.

Con un amore che soltanto un bambino può donare,l’ha consolata in tutti i modi possibili immaginabili donando alla nuova arrivata speranza e sorrisi. Le ha descritto tutto il reparto, i nomi degli infermieri e come funzionavano le cose tra quelle mura.

-Io stavo male e mia figlia piangeva. L’unica ad avvicinarsi è stata lei, ricordo che voleva darmi coraggio dicendomi che ce l’avremmo fatta, Lei alla sua tenera età dava consigli a me. Diceva che non dovevamo preoccuparci, ci ha insegnato dove erano le stanze, la cucina, i medici, ci ha detto che sarebbero caduti i capelli, ma dovevamo essere forti- racconta la mamma di M.

Mentre M. prosegue le sue cure in un altro ospedale, vaga tra i corridoi celesti di questo nuovo ambiente ma nulla le fa dimenticare chi, con infinito amore le ha donato forza e speranza per affrontare questo cammino.

” …  rimarrai sempre nel mio cuore” colora placida la nostra piccola M.