Cerchio si prepara alla XXX Bulla Indulgentiarum: atteso monsignor Fisichella, apertura della Porta e indulgenza plenaria
CERCHIO – Due giornate tra fede, storia e tradizione per celebrare un legame che attraversa oltre sette secoli. Domenica 23 e lunedì 24 agosto Cerchio vivrà la XXX edizione della Bulla Indulgentiarum, appuntamento particolarmente significativo quest’anno per la presenza di monsignor Rino Fisichella, l’apertura straordinaria della Porta della chiesa di San Bartolomeo e l’indulgenza plenaria concessa da Papa Leone XIV per le due giornate.
La manifestazione storico-rievocativa e religiosa, organizzata dall’Associazione Culturale Universitas Circuli con il patrocinio e il sostegno del Comune e di altri enti, riporterà il borgo marsicano alle atmosfere del 1300, anno del primo Giubileo della storia indetto da Papa Bonifacio VIII e periodo al quale è legata la Bulla Indulgentiarum destinata alla chiesa di San Bartolomeo.
Le celebrazioni entreranno nel vivo domenica 23 agosto alle ore 10, quando la comunità accoglierà S.E. monsignor Rino Fisichella, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione e figura di primo piano nell’organizzazione del Giubileo della Speranza.
Al termine dell’incontro è prevista la solenne apertura della Porta della chiesa di San Bartolomeo. Il gesto assume quest’anno un particolare valore spirituale in virtù dell’indulgenza plenaria straordinaria concessa da Papa Leone XIV per il 23 e 24 agosto.
Si creerà così un ideale collegamento tra due epoche della Chiesa: dalla memoria di Bonifacio VIII e del Giubileo del 1300 fino al pontificato di Leone XIV, con Cerchio custode di una tradizione religiosa tramandata per secoli.
Domenica sarà anche la giornata della rinascita del Gruppo Sbandieratori e Musici dell’Universitas Circuli. Bandiere, tamburi e colori torneranno ad animare le vie del paese grazie a giovani e appassionati che hanno scelto di raccogliere l’eredità di una delle componenti più caratteristiche della rievocazione.
Lunedì 24 agosto sarà invece dedicato alla grande rievocazione. Il centro storico farà idealmente ritorno al Medioevo con figuranti in costume, rappresentazioni, musici, sbandieratori e il tradizionale corteo.
Tra i passaggi più attesi ci sarà la rivelazione della Dama della Bulla Indulgentiarum, figura simbolica chiamata a rappresentare la comunità e la continuità tra la Cerchio medievale e quella contemporanea.
Alla XXX edizione è annunciata la partecipazione di numerose autorità civili e religiose, tra rappresentanti della Regione Abruzzo, amministratori della Marsica e dei territori limitrofi e il sindaco dell’Aquila. Atteso anche S.E. monsignor Giovanni Massaro, vescovo di Avezzano e dei Marsi, che negli anni ha accompagnato il percorso della comunità cerchiese legato alla Bulla.
«La rievocazione non vuole semplicemente riproporre un episodio del passato, ma restituire vita alla storia, attraverso un percorso nel quale la comunità diventa protagonista», spiegano i componenti dell’Associazione Culturale Universitas Circuli.
L’edizione del trentennale arriva inoltre dopo un importante riconoscimento ottenuto lo scorso marzo: la Bulla Indulgentiarum – Universitas Circuli è stata insignita del Marchio di Qualità EPLI per le Rievocazioni Storiche 2026, riconoscimento ufficializzato il 18 marzo nella Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio.
«Un risultato che premia il lavoro dell’Associazione Culturale Universitas Circuli e riconosce il valore culturale, storico e identitario di una manifestazione che da trent’anni rappresenta uno degli appuntamenti più caratteristici di Cerchio e della Marsica», ha sottolineato il sindaco Gianfranco Tedeschi, ribadendo il sostegno dell’amministrazione alla manifestazione.
A presentare la rievocazione, per il secondo anno consecutivo, sarà Luca Di Nicola, noto conduttore originario di Cerchio.
La XXX Bulla Indulgentiarum si prepara così a trasformare per due giorni Cerchio in un grande scenario di storia e spiritualità: dalla memoria di Bonifacio VIII all’indulgenza concessa da Leone XIV, dall’apertura della Porta di San Bartolomeo alla rinascita degli Sbandieratori, fino alla Dama e al grande corteo storico. Un viaggio lungo oltre sette secoli nel quale un’intera comunità torna a riconoscersi nelle proprie radici.