Carsoli, Tari 2026 senza aumenti: il Comune copre con fondi propri i maggiori costi del servizio
CARSOLI – Nessun aumento delle tariffe Tari 2026 a carico delle famiglie e delle attività di Carsoli per coprire la crescita dei costi del servizio rifiuti. Il Consiglio comunale ha approvato le nuove tariffe confermando i parametri già applicati nel 2024 e nel 2025 e stabilendo di assorbire con risorse del bilancio comunale l’incremento di 22.803 euro previsto dal Piano economico finanziario.
La decisione è contenuta nella deliberazione consiliare numero 39 del 31 luglio 2026. Il costo complessivo del servizio integrato di gestione dei rifiuti per l’anno in corso, validato dall’Autorità per la gestione integrata dei rifiuti urbani della Regione Abruzzo, ammonta a 1.291.063 euro, dei quali 597.760 riferiti ai costi variabili e 693.302 ai costi fissi.
Durante la seduta, la consigliera Gasperina Tozzi ha illustrato la proposta soffermandosi sull’invarianza delle percentuali applicate alle utenze domestiche e non domestiche. L’aumento dei costi risultante dal nuovo Pef non sarà quindi trasferito ai contribuenti, ma verrà compensato attraverso economie di spesa e fondi comunali.
La ripartizione resta fissata al 58 per cento per le utenze domestiche e al 42 per cento per quelle non domestiche. L’amministrazione ha motivato la scelta con la volontà di assicurare la copertura integrale del servizio senza gravare ulteriormente su cittadini e attività economiche.
Il Consiglio ha inoltre confermato le agevolazioni introdotte a febbraio per sostenere le imprese e contrastare lo spopolamento delle frazioni. È prevista una riduzione del 50 per cento della Tari, per tre anni, a favore delle attività appartenenti a determinati codici Ateco che stabiliscono una nuova sede operativa o aprono un’unità locale nel territorio comunale. Il beneficio può essere esteso anche alle attività già presenti che utilizzino, per ampliarsi, immobili rimasti inutilizzati negli ultimi due anni.
Resta in vigore anche la riduzione del 20 per cento destinata alle piccole attività di vicinato presenti nelle frazioni, come bar, alimentari, forni e macellerie, riconoscendone la funzione sociale e aggregativa nelle aree maggiormente esposte al fenomeno dello spopolamento.
Alle tariffe saranno comunque aggiunti il tributo provinciale per la tutela ambientale, confermato nella misura del 5 per cento, e le componenti perequative obbligatorie stabilite da Arera. Queste ultime ammontano complessivamente a 1,60 euro per utenza, ai quali si aggiungono 6 euro destinati alla copertura delle agevolazioni riconosciute attraverso il bonus sociale rifiuti.
La Tari 2026 dovrà essere versata in due rate di pari importo: la prima entro il 15 settembre e la seconda entro il 2 dicembre. I contribuenti potranno scegliere di pagare l’intera somma entro la scadenza della prima rata oppure richiedere un’ulteriore rateizzazione qualora ricorrano le condizioni previste dal regolamento comunale.
Nel corso del dibattito, il consigliere Simone Cococcia ha richiamato il lavoro avviato dall’ente per individuare attività non dichiarate ai fini Tari e intensificare i controlli sul territorio. Il consigliere Domenico D’Antonio ha invece evidenziato la scelta politica di compensare i maggiori costi senza trasferirli sulla cittadinanza.
La deliberazione è stata approvata con otto voti favorevoli, nessun contrario e due astensioni, quelle dei consiglieri Adelfo Marcangeli e Catia Colelli. Assenti Domenico Salzetta, Velia Nazzarro e Lorena Bernardi. Con la stessa votazione il provvedimento è stato dichiarato immediatamente eseguibile.