CARSOLI – Una serata all’insegna della cultura, delle emozioni e della condivisione quella che si è svolta ieri presso il Centro “Diversamente Giovani” di Carsoli, dove numerosi cittadini hanno preso parte alla presentazione del libro di poesie della maestra Fulvia Lucangeli.
L’evento ha registrato una partecipazione particolarmente significativa, con la sala gremita e un pubblico attento e coinvolto che ha seguito con interesse l’intervento dell’autrice. Nel corso dell’incontro, Fulvia Lucangeli ha illustrato il percorso che ha portato alla nascita della sua raccolta poetica, condividendo riflessioni, esperienze e significati racchiusi nei suoi versi.
L’iniziativa è stata caratterizzata da un clima di grande partecipazione emotiva, con frequenti applausi che hanno accompagnato i diversi momenti della presentazione, in una perfetta sintonia tra il desiderio di approfondimento culturale e la voglia di stare insieme.
Soddisfazione è stata espressa dal presidente del Centro “Diversamente Giovani”, Mario Savoia, che ha evidenziato il successo dell’iniziativa e la calorosa risposta del pubblico, confermando ancora una volta il ruolo del centro come punto di riferimento per la promozione di attività culturali e aggregative sul territorio.
La serata ha rappresentato un’importante occasione di incontro tra l’autrice e la comunità locale, offrendo ai presenti momenti di riflessione e condivisione attraverso il linguaggio universale della poesia.
LA RECENSIONE DEL LIBRO
Di seguito la recensione sull’opera letteraria a cura del direttore Daniele Imperiale pubblicata il 7 maggio 2024
“Il libro è un mix di arte emozionale che coniuga pittura, scrittura e che è legato da un comune denominatore che si rispecchia nel titolo del libro. La silloge poetica è intervallata con riproduzioni di opere pittoriche realizzate dalla stessa autrice. Un viaggio documentale che esprime concetti di vita, la pittura è ritenuta “di forte intensità pittorica” nella prefazione a cura del Prof. Carlo Iannola. L’introduzione è curata dalla prof.ssa Licia Ippoliti, già apprezzata dirigente scolastica dell’Istituto Omnicomprensivo di Carsoli.
Le stagioni che racconta l’autrice partono dall’autunno, con i suoi colori, i suoi sentori e le poesie collegate al quadro sembrano nell’insieme del libro voler costituire un forte imprimatur rafforzativo destinato a durare nel tempo.
L’uomo, ha infatti le sue stagioni, – come racconta l’autrice – le vive in senso alternato così come la natura stessa le propone, senza avere il potere di modificare nulla. Nel corso delle stagioni sono immortalati ricordi, sentimenti, il classico “cader delle foglie” che congeda la bella stagione è vissuto come un “passaggio” destinato ad aumentare e cristallizzare nuove esperienze. Con l’Inverno arrivano i colori più marcati, una alternanza di bianco e di blu in cui è residuo in trasparenza ciò che resta ancora del bel verde estivo.
L’arte pittorica celebra tutte le stagioni esaltandone gli aspetti in sequenza. Le poesie, brevi ed intense, sembrano voler descrivere l’opera pittorica che viene collegata come presentazione. La primavera, bellissima, con i suoi soffi, il suo presagio e che conduce al quadro d’autore dell’estate.
Dopo la sequenza delle stagioni l’autrice ci conduce nell’esaltazione dei momenti di ogni giorno, come l’alba, il tramonto, la sera. La notte. Presi dalla routine quotidiana, tutto ci sembra normale, leggendo però questo libro si ha modo di soffermarsi per qualche minuto (è consigliata la lettura in solitudine), sull’effettivo significato della ciclica natura, infinita e senza tempo in cui l’uomo, invece a tempo, è chiamato a vivere nel suo viaggio.
La bellezza delle stagioni accompagna il corso della vita di ognuno, ogni giorno presenta una sua unicità. Scandite le fasi stagionali, l’autrice pone attenzione alle fasi del giorno esaltandone in chiave poetica, magia, nostalgia, malinconia, ma anche esaltazione, celebrazione della vita, speranza nei colori e nei messaggi contenuti nelle poesie.
L’emozionante viaggio prosegue con “L’acqua” tanto preziosa e meravigliosa, a corredo vi è una immagine prodotta dall’intelligenza artificiale, anche questo un segno dell’evoluzione dell’uomo che sfruttando la sua intelligenza ha determinato una nuova capacità in grado di interpretare i messaggi umani di fatto cristallizzandoli in disegni e colori. Poi ci parla di paesaggi incantati, e di libertà, ma è evidente il messaggio di libertà responsabile, nel rispetto del creato e dell’uomo stesso in ciò che scrive.
Al caldo del cuore trovano spazio odi vere e proprie al padre, gli occhi di madre, ad immagini perdute. Poi viene celebrato il colore con la sua armonie le sue fiamme danzanti, poi l’amore, la solitudine, le radici con poesie in vernacolo che trasportano il lettore indietro in un tempo ormai perduto e di cui è giusto avere nostalgia. I vecchi e pe’ la Porta richiamano altri valori, emozioni quotidiane di una vita autentica sorridente e solidale che la comunità sembra però aver perduto nel tempo e che va ritrovata.
L’autrice con i suoi ricordi fa riaffiorare, odori di quel tempo, la semplicità di belle cose che regalavano felicità. Forse quella vera.
L’arte della pittura e della scrittura vive oltre il tempo dell’uomo, questa silloge va vissuta unitamente al cuore che ci ha messo la stessa autrice nello scriverla”.
@danieleimperiale