Carsoli accoglie gli stendardi della Santissima Trinità, tutto pronto per il grande raduno tra fede e storia
CARSOLI – Colori, devozione e identità popolare si incontreranno domenica 6 settembre 2026 a Carsoli, dove arriveranno le compagnie legate al Santuario della Santissima Trinità di Vallepietra per il terzo Raduno degli Stendardi. Una giornata destinata a rinnovare il profondo legame spirituale che da secoli unisce le comunità dell’Abruzzo e del Lazio al luogo sacro incastonato nella roccia del Monte Autore.
Promosso dalla Parrocchia di Santa Vittoria con il patrocinio del Comune di Carsoli, il raduno inizierà alle ore 9.30 con l’accoglienza delle compagnie e dei partecipanti. Alle ore 11, nei giardini pubblici, sarà celebrata la Santa Messa presieduta dal vescovo dei Marsi, monsignor Giovanni Massaro. Seguirà, alle 12.30 in piazza della Libertà, il pranzo riservato ai devoti e ai partecipanti prenotati.
Il momento più suggestivo è previsto alle ore 16, quando gli stendardi attraverseranno le strade cittadine accompagnati dalle rispettive compagnie. Il raduno si concluderà alle 17.30 con i saluti e la consegna dei ricordi della giornata.
Gli stendardi non sono semplici ornamenti processionali. Ogni drappo reca immagini sacre, simboli e riferimenti alla località di provenienza, rappresentando davanti alla Santissima Trinità un’intera comunità. Nel pellegrinaggio tradizionale sono portati da vessilliferi esperti e precedono le compagnie lungo sentieri spesso impegnativi, affrontati a piedi anche per molte ore. Costituiscono quindi il segno visibile di una fede collettiva e di un’appartenenza tramandata tra le generazioni.
Il pellegrinaggio verso Vallepietra ha origini antichissime. Il Santuario della Santissima Trinità sorge a 1.337 metri di altitudine, sotto una maestosa parete rocciosa dei Monti Simbruini, in un’area di confine naturale tra Lazio e Abruzzo. I primi documenti conosciuti che ne attestano l’esistenza risalgono al 1079 e al 1112, mentre l’immagine delle tre Persone identiche, custodita nella grotta e caratterizzata da evidenti influenze bizantine, viene generalmente datata al XII secolo. L’Istituto centrale per il Patrimonio immateriale ha raccolto documenti storici come migliaia di pellegrini, organizzati in compagnie e preceduti dai rispettivi stendardi, raggiungano tradizionalmente il Santuario dal Lazio e dall’Abruzzo.
Se il pellegrinaggio affonda le proprie radici nei secoli, la formula dei raduni degli stendardi è più recente. Secondo uno studio pubblicato dalla rivista scientifica Documenti geografici, le prime iniziative nacquero spontaneamente tra il 1999 e il 2000, coinvolgendo inizialmente poche compagnie. La pratica venne poi accolta dal rettore del Santuario e progressivamente organizzata fino ad assumere una dimensione sovraregionale. Il programma tipico comprende l’accoglienza delle compagnie, la celebrazione religiosa, la sfilata dei vessilli e un momento conviviale conclusivo.
Questi incontri permettono ai pellegrini di ritrovarsi anche lontano dal Santuario e creano un legame ideale tra Vallepietra e i paesi di provenienza delle compagnie. Gli stendardi diventano così ponti tra territori diversi, capaci di raccontare non soltanto la devozione religiosa, ma anche la memoria, le relazioni e il senso di appartenenza delle singole comunità.
Il raduno di Carsoli assume un significato particolare proprio per la posizione della città, storicamente collegata ai cammini abruzzesi diretti verso la “Santissima”. Domenica, insieme agli imponenti drappi ricamati, sfileranno dunque secoli di preghiere, sacrifici e racconti familiari: un patrimonio immateriale che continua a rinnovarsi, passando dalle mani degli anziani a quelle delle nuove generazioni.