Carceri, a Rebibbia nasce un’aula digitale: i detenuti imparano la cybersicurezza per costruire il proprio futuro
ROMA – Un’aula informatica per offrire nuove opportunità di formazione e favorire il reinserimento lavorativo delle persone detenute. È stata inaugurata oggi, all’interno della casa circondariale di Rebibbia, l’aula didattica donata dalla Cyber Security Foundation, destinata a ospitare un percorso di formazione digitale e cybersicurezza rivolto ai detenuti.
Alla cerimonia di apposizione della targa commemorativa hanno preso parte la direttrice dell’istituto penitenziario, Maria Donata Iannantuono, e il presidente e fondatore della Cyber Security Foundation, Marco Gabriele Proietti.
L’aula è stata allestita con quindici postazioni informatiche complete di notebook, tre condizionatori e tutto il materiale didattico necessario allo svolgimento delle attività formative. Il progetto rientra nell’iniziativa “Progetto Carceri”, sviluppata dalla Fondazione in collaborazione con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e la Camera Penale di Roma.
Il percorso prevede complessivamente 200 ore di formazione dedicate alle competenze digitali, alla sicurezza informatica e all’utilizzo consapevole delle nuove tecnologie. Le lezioni sono già iniziate e i partecipanti hanno affrontato i primi moduli dedicati ai principi fondamentali della cybersicurezza e alla prevenzione dei rischi legati al mondo digitale.
Al termine del corso sarà possibile conseguire una certificazione internazionale in cyber security, titolo spendibile nel mercato del lavoro e pensato per favorire il reinserimento professionale una volta terminato il percorso detentivo.
Sulla targa inaugurale campeggia una celebre frase di Nelson Mandela: “L’educazione è l’arma più potente che si possa usare per cambiare il mondo”, scelta come simbolo dell’intero progetto e del valore della conoscenza quale strumento di crescita personale e riscatto sociale.
«Mettere le proprie competenze a disposizione della collettività è un dovere civile, soprattutto quando la formazione può tradursi in un’opportunità concreta per le persone – ha dichiarato Marco Gabriele Proietti –. Preparare i cittadini ad affrontare le insidie del mondo cyber significa renderli più consapevoli e più liberi. Farlo all’interno di un istituto penitenziario assume un significato ancora più profondo: offrire strumenti professionali, favorire il reinserimento e contribuire a costruire nuove possibilità per il futuro».
L’iniziativa rappresenta un ulteriore passo verso un modello di pena orientato non solo alla custodia, ma anche alla formazione e alla riqualificazione professionale, con l’obiettivo di ridurre la distanza tra il carcere, la società e il mondo del lavoro attraverso competenze sempre più richieste nell’era digitale.