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Caldo estremo e temporali violenti, Lazio e Abruzzo tra grandine, nubifragi e raffiche di vento

ROMA – Mattinate dominate dal sole e da temperature elevatissime, poi tra le 15 e le 17 il cielo cambia improvvisamente: nubi torreggianti, fulmini, piogge torrenziali, grandine e raffiche di vento capaci di abbattere alberi e creare seri problemi alla circolazione. È lo scenario che da diversi giorni si ripete nelle aree interne di Lazio e Abruzzo, dove il caldo intenso sta convivendo con una marcata instabilità pomeridiana. Non è una contraddizione: proprio l’elevato riscaldamento diurno può fornire una parte dell’energia necessaria allo sviluppo di temporali convettivi molto intensi.

La sequenza è ormai diventata familiare. Durante la prima parte della giornata il terreno viene riscaldato dal sole e le temperature crescono rapidamente. Con il passare delle ore anche gli strati d’aria più vicini al suolo diventano molto caldi e, quando sono presenti sufficiente umidità e aria più fresca in quota, l’atmosfera può diventare fortemente instabile. L’aria calda, meno densa, inizia a salire e, raffreddandosi con la quota, condensa dando origine prima ai cumuli e poi, nelle situazioni più favorevoli, ai grandi cumulonembi temporaleschi.

È proprio questa dinamica a spiegare perché i fenomeni si manifestino frequentemente nelle ore centrali e soprattutto nel medio-tardo pomeriggio. Non esiste naturalmente un appuntamento fisso alle 15.30 o alle 16, ma quelle ore coincidono spesso con la fase nella quale il riscaldamento accumulato durante la giornata ha raggiunto livelli sufficienti per innescare la convezione più profonda. Sulle montagne il processo può essere ulteriormente favorito dai rilievi, che costringono le masse d’aria a sollevarsi. In Abruzzo, il bollettino meteorologico regionale dell’11 agosto indicava infatti esplicitamente rovesci e temporali «ad evoluzione pomeridiana», mentre per il 12 agosto l’instabilità era prevista soprattutto sui settori interni e appenninici.

Il fenomeno si sta osservando con particolare evidenza proprio sull’Appennino centrale, dove il forte riscaldamento delle conche, delle vallate e dei versanti montuosi alimenta moti verticali molto intensi. AbruzzoMeteo ha segnalato ripetutamente in questi giorni temporali pomeridiani sull’Aquilano, sulla Marsica e più in generale sulle aree interne regionali, con successive possibilità di sconfinamento verso le zone pedecollinari.

Quando la corrente ascensionale all’interno della nube è sufficientemente potente, le gocce d’acqua vengono trasportate a quote dove la temperatura è molto inferiore allo zero e possono trasformarsi in chicchi di grandine. Il cumulonembo può svilupparsi per molti chilometri in verticale e produrre, nell’arco di pochissimo tempo, piogge torrenziali, fulmini, grandinate e violente raffiche di vento.

Ed è soprattutto il vento, in molti episodi, a provocare i danni maggiori. All’interno del temporale non esistono soltanto correnti ascensionali: l’aria raffreddata dalle precipitazioni può precipitare rapidamente verso il terreno e poi espandersi lateralmente. Queste improvvise raffiche associate alle celle temporalesche possono raggiungere intensità molto elevate e interessare superfici relativamente circoscritte. Per questo può accadere che una zona venga investita da vento violentissimo mentre a pochi chilometri di distanza gli effetti siano decisamente inferiori. I temporali più organizzati possono produrre anche grandine di dimensioni significative e venti dannosi.

Gli effetti sono stati chiaramente visibili negli ultimi giorni nel Lazio. Il 10 agosto, nel Frusinate, un intenso temporale pomeridiano accompagnato da fortissime raffiche ha provocato la caduta di numerosi alberi a Frosinone e in altri centri della provincia, strade allagate e anche il distacco di una parte di cornicione in via Adige.

Ancora più evidente quanto accaduto a Roma il 12 agosto, quando dopo ore di caldo intenso il quadrante orientale e altre zone della Capitale sono state raggiunte da pioggia violenta, grandine e raffiche. Sono stati segnalati alberi abbattuti tra Torpignattara, Casilina e altri quartieri, con piante finite anche su automobili in sosta e pesanti ripercussioni sulla viabilità. Grandine e temporali hanno interessato contemporaneamente anche il quadrante nord della città.

Il contrasto è stato impressionante: poche ore prima Roma era ancora immersa nel caldo torrido, mentre successivamente alcune zone sono state investite da precipitazioni intense e raffiche. È uno dei tratti caratteristici dei temporali convettivi estivi: possono nascere e intensificarsi rapidamente e scaricare gran parte della propria energia in poche decine di minuti, per poi attenuarsi altrettanto velocemente. Una singola cella di cumulonembo ha generalmente un ciclo relativamente breve, mentre fenomeni più persistenti sono spesso determinati dalla formazione successiva di più celle.

Situazione analoga in Abruzzo. L’8 agosto violenti temporali hanno interessato Teramano, Aquilano e Valle Peligna. A Sulmona sono stati segnalati allagamenti, alberi caduti e problemi alla circolazione, mentre rovesci intensi hanno investito soprattutto le aree interne e montuose della regione. Lo stesso giorno il Centro Funzionale d’Abruzzo aveva disposto l’allerta gialla per rischio idrogeologico da temporali su numerosi bacini, tra cui Aterno, Pescara, Alto Sangro e Marsica.

La particolarità di questa fase meteorologica sta proprio nella convivenza tra caldo molto intenso e temporali localmente violenti. Il Lazio sta vivendo un agosto caratterizzato da temperature frequentemente superiori alla media e precipitazioni molto irregolari, con temporali prevalentemente pomeridiani nelle aree interne. In Abruzzo, contemporaneamente, i bollettini ufficiali hanno continuato a indicare temperature elevate o molto elevate insieme alla possibilità di rovesci temporaleschi sulle zone appenniniche.

È importante però chiarire un aspetto: il caldo da solo non basta a produrre un temporale violento. Servono contemporaneamente instabilità atmosferica, umidità e un meccanismo capace di far sollevare l’aria. Quando questi ingredienti si combinano, una superficie surriscaldata può fornire moltissima energia alla convezione; se invece manca uno di questi elementi, anche temperature molto elevate possono accompagnarsi a giornate completamente serene.

Le montagne di Lazio e Abruzzo costituiscono inoltre un ambiente particolarmente favorevole allo sviluppo pomeridiano delle celle. Il sole riscalda i versanti, l’aria calda tende a risalire e i rilievi facilitano ulteriormente il sollevamento. Una volta sviluppate, le celle possono poi muoversi verso vallate, pianure e zone urbane, raggiungendo anche Roma o le aree pedemontane.

Da qui quella che, osservata giorno dopo giorno, sembra quasi una ritualità meteorologica: mattino stabile, caldo crescente durante le ore centrali, prime nubi sui rilievi e improvvisa esplosione temporalesca tra metà e tardo pomeriggio. Non sempre accade nello stesso luogo e non necessariamente alla stessa ora, ma il meccanismo di fondo è coerente con la tipica convezione estiva.

E proprio questa localizzazione rappresenta uno degli aspetti più insidiosi. Prevedere che nel pomeriggio possano svilupparsi temporali è relativamente possibile; stabilire con largo anticipo quale singolo paese, quartiere o vallata sarà investito dalla cella più violenta è molto più difficile, perché lo sviluppo convettivo può dipendere da differenze atmosferiche e territoriali molto ridotte. Il Met Office paragona efficacemente la difficoltà di prevedere il punto esatto di formazione delle celle convettive a quella di individuare in anticipo dove compariranno le bolle in una pentola d’acqua che bolle.

Per Lazio e Abruzzo, dunque, questo agosto sta mostrando due facce dello stesso scenario estivo: da un lato temperature molto elevate e lunghi periodi asciutti, dall’altro improvvisi temporali capaci di concentrare in pochi minuti pioggia, grandine e vento con effetti localmente distruttivi.

È il paradosso soltanto apparente delle estati molto calde: il cielo può restare sereno per gran parte della giornata, mentre nell’atmosfera continua ad accumularsi energia. Poi, quando l’equilibrio si rompe, bastano pochi minuti perché il pomeriggio cambi completamente volto.