BISEGNA – Arroccato su uno sperone roccioso dell’alta Valle del Giovenco, a oltre 1.200 metri di altitudine, Bisegna è uno dei borghi più suggestivi e raccolti della provincia dell’Aquila. Porta settentrionale del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il paese conserva un patrimonio nel quale storia, cultura, ambiente e tradizioni popolari continuano a convivere.
Il centro storico appare come un piccolo mosaico di pietra, formato da vicoli, archi, scalinate, abitazioni addossate le une alle altre e antichi portali. La sua posizione sopraelevata non è casuale: il nucleo urbano si sviluppò tra l’XI e il XII secolo come baluardo difensivo e punto di osservazione della Valle del Giovenco, naturale collegamento verso la conca del Fucino.
Conosciuto nel Medioevo con i nomi di Visignum o Visinium, il borgo appartenne alla contea di Celano e passò sotto il controllo di diverse famiglie nobiliari, tra le quali i Piccolomini. Nel 1829 ottenne l’autonomia amministrativa, dopo essere stato aggregato al Comune di Ortona dei Marsi. La sua storia più recente porta anche i segni del terremoto della Marsica del 1915 e delle vicende legate alla Seconda guerra mondiale, come ricorda la ricostruzione.
A dominare il paese è la caratteristica torre medievale a pianta pentagonale, risalente al XIII-XIV secolo. È il principale simbolo dell’antico sistema fortificato intorno al quale si sviluppò l’abitato. Nel tessuto architettonico restano inoltre stemmi araldici, edifici con elementi seicenteschi e settecenteschi e testimonianze che raccontano le diverse epoche attraversate dalla comunità.
Tra gli edifici religiosi spicca la chiesa di Santa Maria Assunta, custode di una croce processionale e di un reliquiario d’argento. Poco distante dal paese sorge la chiesetta campestre di San Giovanni Battista, probabilmente edificata nel Cinquecento sui resti di un antico insediamento benedettino e legata a una delle usanze più particolari del territorio.
Ogni 24 giugno, in occasione della festa di San Giovanni, i fedeli raggiungono la fonte vicina alla chiesa e si bagnano con la sua acqua, alla quale la tradizione attribuisce proprietà benefiche per la pelle. Qui si rinnova anche l’antico rito del “comparatico”: due persone si lavano le mani, se le stringono e pronunciano per tre volte la parola “compare”, sancendo simbolicamente un vincolo di amicizia e solidarietà.
Il territorio comunale comprende anche San Sebastiano dei Marsi, frazione situata a pochi chilometri dal capoluogo e caratterizzata da antiche case raccolte intorno alla chiesa dedicata al santo. La località è strettamente legata alla presenza dell’orso bruno marsicano e alla cultura della convivenza tra le comunità montane e la fauna selvatica.
Bisegna rappresenta infatti uno degli accessi privilegiati al Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Dal paese partono percorsi escursionistici diretti verso Fonte Cerasa, Terraegna, Prato Rosso e Pescasseroli, attraversando faggete, radure e ambienti di grande valore naturalistico. Il Centro servizi del Parco costituisce il primo punto di riferimento per visitatori ed escursionisti e propone attività di educazione ambientale e itinerari dedicati agli alberi, al centro storico e agli antichi frutteti.
Visitare Bisegna significa dunque entrare in un luogo nel quale il tempo sembra aver assunto un ritmo diverso. Il silenzio dei vicoli, il paesaggio della Valle del Giovenco, la torre medievale, le chiese e le tradizioni tramandate dagli abitanti restituiscono l’immagine autentica di una comunità appenninica che custodisce con tenacia la propria identità.
Un piccolo paese per dimensioni, ma ricco di memoria e bellezza: un presidio umano nel cuore della montagna abruzzese, dove la storia degli uomini continua a intrecciarsi con quella dei boschi e degli animali del Parco.