Quando si parla di Billy Cobham non si parla semplicemente di uno dei più grandi batteristi viventi, ma di un musicista che ha cambiato la storia del jazz-rock e della fusion. Dai tempi di Spectrum, album che nel 1973 ha segnato un punto di svolta nella musica contemporanea, Cobham continua a rappresentare un punto di riferimento assoluto per generazioni di musicisti, grazie a uno stile inconfondibile fatto di potenza, precisione e straordinaria creatività.
Ieri sera, al Porto Turistico di Roseto degli Abruzzi, il maestro ha dato l’ennesima dimostrazione del suo immenso talento, accompagnato dai Time Machine, formazione di altissimo livello con cui ha regalato al pubblico un concerto intenso, elegante e ricco di energia. Una serata che ha richiamato una buona affluenza di spettatori e che si è svolta in un clima di perfetta organizzazione, confermando ancora una volta la qualità di Abbazie Festival, rassegna che da anni porta in Abruzzo alcuni dei più importanti protagonisti della musica internazionale.
Pur con la naturale maturità dei suoi ottantadue anni, Cobham conserva una presenza scenica magnetica e una tecnica impressionante. Dietro la batteria non si limita a sostenere il ritmo: dirige, dialoga, costruisce architetture sonore nelle quali ogni colpo trova una precisa collocazione, alternando momenti di grande impatto a passaggi di raffinata sensibilità.
I Time Machine si sono rivelati compagni di viaggio ideali, dando vita a un continuo scambio musicale nel quale jazz, rock, funk e improvvisazione si sono fusi con naturalezza. Il pubblico ha seguito il concerto con attenzione e partecipazione, tributando lunghi applausi ai musicisti al termine dei brani più coinvolgenti e degli assoli che hanno messo in luce l’eccezionale livello tecnico della band.
L’atmosfera suggestiva del Porto Turistico ha contribuito a rendere ancora più speciale una serata che conferma la vocazione di Abbazie Festival a proporre appuntamenti di assoluto valore culturale. Quello di Billy Cobham non è stato soltanto un concerto, ma la dimostrazione che la grande musica non conosce età: quando sul palco sale un autentico maestro, ogni nota diventa parte di una storia che continua a emozionare.
Foto di Val Monteleone per Gaiden Studio
