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Bellegra rinnova la devozione a San Sisto: fede, tradizione e spettacolo per la festa del patrono

BELLEGRA – Una comunità unita nel segno della fede e delle proprie tradizioni. Bellegra ha celebrato anche quest’anno la festa patronale in onore di San Sisto, uno degli appuntamenti religiosi e popolari più sentiti dell’intera Valle del Sacco, capace di richiamare nel borgo fedeli, visitatori e numerosi bellegrani rientrati per l’occasione.

La ricorrenza, che ogni anno si svolge il 6 agosto, rappresenta un momento profondamente radicato nella storia del paese. A Bellegra, infatti, la solennità di San Sisto II Papa e Martire continua a essere celebrata proprio in questa data grazie a uno speciale privilegio pontificio, nonostante il calendario liturgico universale ricordi nello stesso giorno la Trasfigurazione del Signore. Una tradizione che affonda le proprie radici nel XIX secolo e che ancora oggi viene tramandata con grande partecipazione popolare.

Il cuore della festa è stato rappresentato dalle celebrazioni religiose, culminate con la solenne processione del simulacro del santo patrono per le vie del centro storico. Un corteo accompagnato dalla banda musicale e dalla partecipazione di autorità civili, confraternite e numerosi fedeli, che hanno rinnovato il legame spirituale con il patrono della comunità.

Accanto ai momenti di preghiera non sono mancati gli appuntamenti del programma civile, che hanno animato il centro del paese trasformando Bellegra in un punto di riferimento per l’estate dell’Alta Valle dell’Aniene. Piazza del Municipio ha ospitato il concerto gratuito di Francesco Renga, evento che ha richiamato un pubblico proveniente anche dai comuni limitrofi, regalando una serata di grande musica culminata con il tradizionale spettacolo pirotecnico.

La festa di San Sisto rappresenta molto più di una semplice ricorrenza religiosa. È un patrimonio identitario che ogni anno riesce a coniugare spiritualità, memoria e senso di appartenenza, rafforzando il legame tra la comunità e le proprie radici. Le antiche vie del borgo, affacciato sui Monti Ruffi e conosciuto come uno dei balconi naturali più suggestivi del Lazio, diventano così il palcoscenico di una tradizione che continua a rinnovarsi senza perdere la propria autenticità.

Anche l’edizione di quest’anno ha confermato il valore di una manifestazione che unisce fede, cultura e promozione del territorio, offrendo ai visitatori l’opportunità di conoscere uno dei borghi più caratteristici dell’area prenestina attraverso una delle sue celebrazioni più sentite e partecipate.