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Alla Sapienza termina l’occupazione ma non si placa la protesta

I collettivi dell'Università Sapienza di Roma: "Vogliamo un ateneo sicuro, antirazzista, ecologista e transfemminista"

Roma – La Sapienza si è svegliata senza scontri. Dopo i fatti di martedì 25 e l‘occupazione simbolica di questa notte, oggi gli studenti hanno lasciato le aule della Facoltà di Scienze politiche consentendo il regolare svolgimento di lauree e lezioni. Ieri sera, al termine di un’assemblea accordata con l’ateneo, circa 500 tra studenti e studentesse dei collettivi hanno scelto di rimanere simbolicamente nella Facoltà, per portare avanti la discussione. Questa mattina, il dibattito è continuato con una conferenza stampa e un’assemblea in cui i giovani hanno portato avanti le loro rivendicazioni.


“Abbiamo dimostrato di non essere i facinorosi che vanno a cercare lo scontro con la polizia ma delle persone che vogliono dialogare. L’obiettivo è rilanciare i temi di cui abbiamo discusso questa notte”, dice una studentessa dal megafono. Alice, di Link Sapienza, ha detto alla Dire che la volontà è “creare insieme un’università diversa, che sia davvero a misura di studente. Fuori dalle dinamiche del merito che sono le stesse che ci impone il sistema capitalista che volevamo contestare martedì. La nostra intenzione era solo fare un presidio”.

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Durante l’assemblea, il cortile di Scienze politiche si riempie. C’è chi denuncia la presenza della polizia, e si alza il coro “Fuori le guardie dall’università”. Negli interventi, si parla di transfemminismo, antifascismo. Gli operai della Gkn dicono che “un capitalismo buono non esiste”, in riferimento al titolo del Convegno ospitato martedì alla Sapienza organizzato da Azione Universitaria con Daniele Capezzone, ex portavoce di Forza Italia, e Fabio Roscani, presidente di Gioventù Nazionale e deputato di Fratelli d’Italia.

Michela, che era presente, racconta che già dal primo mattino la polizia stava presidiando la facoltà, e in prossimità dell’inizio del convegno son stati bloccati gli accessi all’interno. Assicura che non ci sono state provocazioni da parte degli studenti, che avevano “l’unica intenzione di appendere uno striscione davanti l’ingresso”. Davanti a questa iniziativa, “è partita la carica della polizia antisommossa, davanti a giovani disarmati che avevano solo degli zainetti”, dice la ragazza. “Eravamo contrari a questa passerella politica senza contraddittorio- aggiunge- e per aver mostrato dissenzo politico siamo stati manganellati”.

Al termine dell’assemblea, gli studenti leggono punti del loro comunicato: la crisi climatica, quella dello studio e del lavoro. “Vogliamo ribaltare il nostro ruolo da studenti ad attori protagonisti. Vogliamo un ateneo sicuro, antirazzista, ecologista e transfemminista. Vogliamo continuare questa mobilitazione, questo è solo l’inizio”. (www.dire.it)