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Addio a Emma Bonino nelle battaglie per la libertà è cordoglio unanime in politica

ROMA – Dalle più alte istituzioni italiane al Parlamento europeo, dal mondo politico alle organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti umani, sono numerosi i messaggi di cordoglio per la morte di Emma Bonino. La storica leader radicale, fondatrice di +Europa, è scomparsa oggi a 78 anni dopo oltre mezzo secolo trascorso in prima linea nelle battaglie civili, politiche e umanitarie. Il Governo sta predisponendo per lei le esequie di Stato.

Il primo e più doloroso saluto è arrivato dalla sua comunità politica. +Europa ha ricordato Bonino come una delle personalità più lucide, coraggiose e libere della storia politica nazionale. Una vita, la sua, dedicata alla lotta contro tutto ciò che nega la libertà: l’aborto clandestino, la fame nel mondo, le mutilazioni genitali femminili, la giustizia esclusivamente punitiva, i genocidi e ogni forma di autoritarismo.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha riconosciuto in Emma Bonino «una voce forte e riconoscibile» della politica italiana. Pur sottolineando la distanza tra le rispettive storie e sensibilità, la premier ne ha ricordato il peso e il ruolo nella vita pubblica nazionale, esprimendo vicinanza alla famiglia e ai suoi cari.

Il Senato, del quale Bonino era stata vicepresidente, ha sospeso per un minuto i propri lavori in segno di lutto. Il presidente Ignazio La Russa ne ha ricordato la forza e la tenacia, mentre il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha rivolto un pensiero di vicinanza alla famiglia e all’intera comunità politica radicale.

Particolarmente significativo il messaggio arrivato da Bruxelles. La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha ricordato come Bonino non abbia mai atteso che il mondo fosse pronto, scegliendo sempre di andare avanti e di indicare la strada. «L’Europa sentirà la sua mancanza», ha scritto Metsola, rendendo omaggio all’ex europarlamentare e commissaria europea. ANSA

Il cordoglio ha attraversato tutti gli schieramenti politici. La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha ricordato il rigore, la competenza, il coraggio e la passione con cui Bonino ha difeso per tutta la vita la libertà delle persone e dei popoli. Giuseppe Conte ha sottolineato la dimensione internazionale del suo impegno, dalla promozione della Corte penale internazionale alla battaglia contro la pena di morte e le mutilazioni genitali femminili.

Nicola Fratoianni ha riconosciuto in lei una donna di straordinaria forza, capace di mettere il proprio corpo al servizio dei diritti civili anche quando le sue posizioni non erano condivise. Angelo Bonelli ha ricordato la stagione vissuta insieme a Marco Pannella, durante la quale le battaglie radicali contribuirono a rendere l’Italia più libera e moderna. Per Carlo Calenda, con Bonino scompare una delle ultime grandi protagoniste delle lotte civili che hanno cambiato il Paese.

Anche il segretario generale della Cgil Maurizio Landini ne ha ricordato la coerenza e il rigore intellettuale. Pur nelle divergenze sui temi economici e del lavoro, ha sottolineato il rispetto mai venuto meno nei confronti di una protagonista della storia politica italiana ed europea.

La morte di Emma Bonino ha avuto immediata eco sulla stampa internazionale. Reuters, Associated Press, The Guardian, Le Monde, El País e numerose altre testate hanno ripercorso la sua storia, presentandola come una figura capace di superare i confini italiani e di incidere profondamente nel dibattito europeo sui diritti umani, l’emancipazione femminile e la giustizia internazionale.

I media stranieri hanno ricordato le sue missioni nelle aree di guerra e di crisi, dalla ex Jugoslavia al Ruanda, dalla Somalia all’Afghanistan, dove nel 1997 fu fermata dai talebani durante una visita a un ospedale femminile. Hanno inoltre evidenziato il suo impegno contro la fame, la pena di morte, le mutilazioni genitali e le persecuzioni subite dalle donne.

Commissaria europea dal 1995 al 1999, ministra per il Commercio internazionale e le Politiche europee nel secondo governo Prodi, vicepresidente del Senato e ministra degli Esteri nel governo Letta, Emma Bonino seppe trasformare la militanza radicale in un impegno istituzionale di respiro internazionale.

La sua lunga amicizia con Papa Francesco aveva rappresentato uno dei rapporti più sorprendenti e umanamente intensi della sua vita. Pur partendo da posizioni profondamente differenti sui temi etici, entrambi condividevano una particolare attenzione per le persone più fragili, i migranti, i perseguitati e le vittime delle guerre. Nel novembre 2024 il Pontefice si era recato personalmente nella sua abitazione romana per farle visita dopo un periodo difficile legato alla salute.

Con lei scompare non soltanto una protagonista della politica, ma una donna che ha fatto della libertà, della responsabilità individuale e dei diritti umani la missione di un’intera esistenza. L’Italia e l’Europa perdono una voce scomoda e tenace, ma le sue battaglie restano consegnate alla storia civile del Paese.

ph. Alessandro Arsì