A Trasacco la Basilica dei Santi Cesidio e Rufino tra secoli di fede e storia
TRASACCO – Nel centro storico di Trasacco, affacciata sull’antica area del Fucino, sorge uno dei luoghi di culto più importanti della Marsica: la Basilica dei Santi Cesidio e Rufino, edificio che intreccia storia, tradizione religiosa e patrimonio artistico in un racconto che attraversa quasi due millenni.
La chiesa, oggi basilica minore della diocesi di Avezzano, è dedicata ai santi Cesidio e Rufino, figure molto venerate nel territorio marsicano. Secondo la tradizione, il primo nucleo dell’edificio sarebbe stato fondato nel III secolo d.C. sui resti di un antico palazzo legato all’imperatore Claudio, lo stesso che promosse il celebre emissario per il prosciugamento del lago Fucino.
La storia della basilica è strettamente legata al martirio dei santi Cesidio, Placido ed Eutichio durante le persecuzioni ordinate dall’imperatore Massimino il Trace. La tradizione racconta che Rufino, vescovo e padre di Cesidio, avviò la costruzione della chiesa affidandola poi al figlio, che continuò l’opera di evangelizzazione nella Marsica fino alla condanna a morte.
Nel corso dei secoli l’edificio ha subito distruzioni, ricostruzioni e ampliamenti. Una prima basilica sarebbe stata devastata dagli Ungari nel X secolo, per poi essere ricostruita e trasformata nell’attuale impianto medievale, risalente principalmente al XIII secolo. La sua importanza religiosa crebbe rapidamente, tanto da essere citata in alcune bolle pontificie di Papa Pasquale II e Papa Clemente III.
Dal punto di vista architettonico, la basilica conserva ancora oggi elementi romanici e gotici di grande interesse. Particolarmente noto è il cosiddetto “Portale degli Uomini”, decorato con colonne tortili, motivi floreali e figure scolpite, mentre un secondo ingresso era tradizionalmente riservato alle donne.
L’interno, suddiviso in navate con capriate lignee, custodisce affreschi di varie epoche, opere scultoree medievali e soprattutto le reliquie dei santi patroni. Tra queste spicca il reliquiario d’argento che conserva il cosiddetto “braccio di San Cesidio”, ancora oggi oggetto di devozione popolare.
Nell’oratorio annesso alla basilica si trovano inoltre reperti archeologici di epoca romana, tra cui frammenti funerari appartenuti alla gens Titecia, antica famiglia legata all’amministrazione del territorio di Supinum, l’antico nome dell’area.
La chiesa subì danni anche durante il devastante terremoto della Marsica del 1915, ma fu successivamente restaurata, mantenendo il suo ruolo centrale nella vita religiosa e culturale di Trasacco.
Oggi la Basilica dei Santi Cesidio e Rufino rappresenta non solo un simbolo spirituale per la comunità marsicana, ma anche una testimonianza preziosa della storia dell’Abruzzo interno, dove fede, memoria e arte continuano a convivere tra le pietre di uno dei monumenti più identitari della regione.