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A Roma riflettori accesi su anteprima di Election Day e su impegno culturale di Antonello De Pierro In arrivo

Roma – La XXVI edizione di “Notti di Cinema a Piazza Vittorio” si conferma ancora una volta l’ombelico del mondo culturale capitolino, trasformando l’arena dell’Esquilino nel palcoscenico ideale per eventi capaci di unire l’intrattenimento di qualità alla riflessione etica più profonda. In un’atmosfera vibrante e densa di aspettative, la kermesse ha ospitato l’attesissima anteprima nazionale di Election Day, il sesto e attesissimo lungometraggio scritto e diretto dal regista Giorgio Amato. La pellicola, prodotta da Alessandro Carpigo e Bruno Frustaci per Sunshine Production in associazione con Medusa Film e in collaborazione con Prime Video (in uscita ufficiale nelle sale il 9 luglio), ha saputo catalizzare l’attenzione di un pubblico foltissimo, desideroso di confrontarsi con una commedia graffiante e dal ritmo serrato, concepita come una vera e propria lente d’ingrandimento sulle storture della contemporaneità.

Tra le moltissime autorità, addetti ai lavori e volti noti del jet-set che hanno affollato il parterre delle grandi occasioni, non è certamente passata inosservata la presenza di Antonello De Pierro, presidente del movimento politico Italia dei Diritti-De Pierro. Il noto giornalista e leader politico ha scelto di presenziare all’evento manifestando, ancora una volta, la sua innata e storica sensibilità verso le manifestazioni artistiche che nobilitano la Capitale. Ad accompagnarlo in questa importante serata all’insegna della settima arte, vi era Maria Lanzo, vice responsabile per Pomezia dell’Italia dei Diritti-De Pierro, a testimonianza di un legame sempre più solido e ramificato del movimento con il territorio laziale e con i suoi quadri dirigenziali.

La presenza di De Pierro, una storica “crociata” a difesa del cinema italiano

La partecipazione di Antonello De Pierro all’anteprima di “Election Day” non rappresenta un semplice atto di presenza mondana, bensì la coerente prosecuzione di una vera e propria missione intellettuale. Da sempre, infatti, De Pierro interpreta la presenza agli eventi culturali, e a quelli cinematografici in primis, come un dovere civile a sostegno del patrimonio artistico nazionale.

Il suo legame con il grande schermo affonda le radici nella sua prestigiosa e storica attività radiofonica. In qualità di direttore di Radio Roma, De Pierro ha coraggiosamente impostato una linea editoriale che ha fatto scuola, concedendo una quantità monumentale di spazio e visibilità alle pellicole e alle maestranze del nostro paese. Quella di De Pierro è ricordata dagli addetti ai lavori come una vera e propria “crociata” culturale: una strenua resistenza contro l’invasione massiccia e talvolta fagocitante del cinema d’oltreoceano, reo di colonizzare i palinsesti e le sale a scapito delle produzioni nostrane. Sostenere un film come quello di Giorgio Amato significa per il leader dell’Italia dei Diritti ribadire la centralità del cinema Made in Italy quale formidabile strumento di lettura e critica della nostra società.

Un parterre de rois e il calore del pubblico attorno al cast

L’arena dell’Esquilino ha tributato un’accoglienza calorosissima al cast della pellicola, che si è presentato sul red carpet guidato da un carismatico e acclamato Giorgio Tirabassi. L’attore romano, colonna portante del cast, ha guidato la delegazione dei presenti sul palco raccogliendo i fragorosi applausi della platea. Unica nota di rammarico, ampiamente compensata dalla qualità della proiezione, è stata l’assenza di Angela Finocchiaro. L’attrice ligure, che nel film interpreta la protagonista Renata Innocenti, non ha potuto presenziare fisicamente alla serata, ma la sua magnetica performance sullo schermo ha comunque incantato i presenti.

Accanto alla delegazione ufficiale di “Election Day”, il richiamo dell’evento ha radunato un eccezionale nucleo di celebrità che ha impreziosito l’area ospiti. Tra i presenti si sono fatti notare la splendida attrice Adriana Russo, icona del cinema italiano, accompagnata dal noto press agent Francesco Caruso Litrico. Il flusso degli ospiti d’onore ha visto sfilare anche la conduttrice e autrice Rai Metis Di Meo, il fine e ironico attore Salvatore Marino, l’attore Alex Partexano, la spumeggiante Maria Monsè e l’affascinante Conny Caracciolo, tutti uniti nell’omaggiare una serata di cinema indipendente e coraggioso.

Election Day, la gogna social e l’ipocrisia della politica contemporanea

La proiezione ha svelato al pubblico un film teso, brillante e strutturato sul principio dell’unità di tempo: tutto si consuma infatti nell’arco di una convulsa notte elettorale, quella dello spoglio delle urne. Al centro della vicenda si trova Renata Innocenti (Angela Finocchiaro), integerrima deputata progressista ormai a un passo dal coronare la sua scalata politica con la nomina a ministro dell’Istruzione. Il castello di carte della sua carriera rischia però di crollare improvvisamente a causa del suo compagno, il giornalista sportivo Carlo De Santis, interpretato da un formidabile Antonio Gerardi.

Durante una diretta televisiva, De Santis si rende protagonista di uno scivolone imperdonabile, rivolgendo un gravissimo insulto razzista a un calciatore di origini africane. Nel giro di pochi minuti, la macchina implacabile dei social network amplifica l’episodio trasformandolo in un caso nazionale e scatenando una gogna mediatica senza sconti. Il trailer del film restituisce perfettamente la violenza psicologica di quel momento, con la Innocenti che aggredisce verbalmente il partner con una frase destinata a rimanere impressa: “Ma tu hai la minima idea della valanga di merda che mi hai buttato addosso il giorno delle elezioni?”. È il drammatico cortocircuito tra la facciata pubblica di una politica che vuole un’Italia capace di “non lasciare indietro nessuno” e lo spettro del pregiudizio che si annida nel privato.

Le note di regia e il valore della denuncia sociale

Al termine della proiezione, i commenti degli ospiti, a partire dalle riflessioni dello stesso Antonello De Pierro, si sono concentrati sulla straordinaria aderenza del film alla realtà odierna. Giorgio Amato, qui al suo sesto lungometraggio dopo i successi di “Oh mio Dio!” (2018) e “Lo Sposo Indeciso” (2023), firma un’opera che trascende i confini della classica commedia per farsi manifesto di denuncia.

Nelle sue note di regia, Amato ha espresso un profondo e condivisibile allarme per l’escalation dell’odio in tutte le sue declinazioni: dalle violenze verbali che infestano le piattaforme digitali fino agli episodi di intolleranza stradale e urbana. Fenomeni che il regista individua come sintomi evidenti di una crisi culturale ed economica profonda, drammaticamente cavalcata dal sovranismo generalizzato, da politiche nazionaliste e da inquietanti rigurgiti neofascisti e neonazisti che colpiscono le minoranze e i migranti. La colpa più grave, evidenziata nel film, risiede nell’ipocrisia di una parte della politica che, anziché difendere i principi sanciti dalla Costituzione Italiana, preferisce speculare elettoralmente su queste derive sociali.

La serata di piazza Vittorio si è conclusa con un lungo applauso che ha unito pubblico, cast e ospiti illustri.