BORGOROSE – Un silenzio carico di dolore, rotto soltanto dalle lacrime, dagli abbracci e, alla fine, dal rombo dei motori tanto amati da Federico. Borgorose si è fermata oggi pomeriggio per dare l’ultimo saluto a Federico Ponziani, il ragazzo di appena 17 anni scomparso tragicamente nei giorni scorsi e ritrovato senza vita nel bosco.
I funerali si sono svolti alle ore 15 nel piazzale antistante il Municipio, trasformato per un giorno in un luogo di raccoglimento e commozione. Una folla immensa ha voluto stringersi attorno alla famiglia del giovane: il padre Emiliano, la madre, il fratello e tutti i suoi cari, travolti da un dolore impossibile da raccontare.
C’erano davvero tutti. Gli amici di sempre, i compagni di scuola, di squadra calcistica, i cavalieri della montagna, i docenti, le autorità civili e militari, semplici cittadini arrivati da tutto il territorio per condividere un momento che ha segnato profondamente due comunità: quella di Borgorose, dove Federico viveva con la sua famiglia, e quella di Carsoli, dove il ragazzo frequentava la quarta classe del liceo scientifico dopo essersi trasferito dall’Aquila per proseguire gli studi.
Proprio da Carsoli è partito un pullman con gli studenti del liceo e gli insegnanti che hanno voluto essere presenti fino all’ultimo accanto a Federico. Un gesto che racconta quanto il giovane fosse riuscito, in pochi mesi, a entrare nel cuore di tutti grazie al suo carattere aperto, socievole e genuino.
Federico amava la montagna, lo sport, il calcio, la libertà dei sentieri e il rumore dei motori. Una passione autentica che oggi è diventata anche il simbolo del suo addio. Al termine della celebrazione liturgica, in un clima di struggente emozione, il cielo si è riempito di palloncini mentre alcuni mortaretti hanno salutato il passaggio del feretro. Poi quel rombo improvviso, intenso, quasi liberatorio: i quad e i motori della montagna, quelli che Federico amava profondamente, hanno accompagnato il suo ultimo viaggio.
Durante l’omelia il parroco ha cercato parole capaci di parlare soprattutto ai giovani, tentando di trasmettere speranza e fede davanti a una tragedia tanto difficile da comprendere. Ma accanto alle parole della Chiesa è emersa inevitabilmente tutta la disperazione umana di chi resta, di chi deve fare i conti con una vita spezzata troppo presto.
La morte di Federico ha colpito profondamente l’intero comprensorio, unendo paesi e comunità in un dolore collettivo. Perché quando se ne va un ragazzo di 17 anni non esiste soltanto il lutto di una famiglia: si spezza qualcosa nel cuore di tutti.
Oggi Borgorose, Carsoli e tanti altri luoghi si sono stretti insieme in un unico abbraccio. Un abbraccio silenzioso, pieno di incredulità e amore, rivolto a un ragazzo che continuerà a vivere nei ricordi degli amici, nei sentieri che percorreva, nei campi da calcio, nel rumore dei motori e negli occhi di chi gli ha voluto bene.
Addio Federico. Riposa in pace.
